““Chi c’è dietro l’Origano del Cervati””
Io ci metto la faccia, e la terra sotto le unghie.
Mi chiamo Pasquale Di Perna
e prima ancora di essere un imprenditore,
sono un uomo che ha scelto di restare.
Restare in un luogo che molti hanno abbandonato.
Restare in una terra difficile, ma straordinaria.
Restare per trasformarla.
Quello che vedi qui non è solo origano.
È il risultato di una scelta precisa:
ridare vita alle terre dimenticate delle aree interne.
🌱 Dalla terra abbandonata alla rinascita
I campi dove oggi cresce l’Origano del Cervati
sono stati per oltre 40 anni lasciati all’incuria,
invasi da rovi e silenzio.
Io li ho chiamati terre emerse.
Perché non sono terre qualsiasi.
Sono terre che tornano a vivere.
Con pazienza, lavoro manuale e rispetto assoluto per la natura,
ho riportato questi luoghi alla produzione, senza chimica, senza scorciatoie.
Solo tempo, sole, vento di montagna e mani.
🌿 L’origano non è un prodotto. È un concentrato di territorio.
A 1000 metri di altitudine, alle falde del Monte Cervati,
l’origano cresce lentamente, sottoposto a forti escursioni termiche.
Questo significa una cosa sola:
massima concentrazione di oli essenziali, profumo e proprietà benefiche.
Ogni pizzico racconta questo equilibrio tra natura estrema e cura umana.
🌍 Non coltivo solo origano. Coltivo visioni.
Sono un ingegnere e placemaker,
ma soprattutto un rigeneratore di luoghi.
Ho dato vita a:
l’Oasi WWF Gole del Cervati
con percorsi naturalistici ed esperienziali,
un progetto già avviato di albergo diffuso,
tutte iniziative per riportare persone, economia e vita nei borghi interni
Perché il vero problema oggi non è produrre.
È evitare che questi territori muoiano nel silenzio.
🏡 La mia scommessa
Io non vendo solo un prodotto.
Sto portando avanti una scommessa più grande:
dimostrare che i piccoli paesi possono tornare a vivere.
Che si può fare impresa senza distruggere.
Che si può innovare senza perdere identità.
Che si può restare… e costruire futuro.
🤝 Quando acquisti questo origano
Non stai comprando una spezia.
Stai sostenendo:
il recupero di terre abbandonate
un’agricoltura pulita e manuale
un territorio che non vuole arrendersi
una persona che ci mette la faccia ogni giorno
E tutto quello che faccio,
lo faccio come se dovessi offrirlo alla mia famiglia.